What we have
here is a dreamer.
Someone completely out of
touch with reality.

Stefania. La El per i più. La Ste per i più dei più.
13/2/90. Liceo Classico (3+ in greco). Persa in un acquario di
farfalle fantasma. Pensa che le descrizioni in terza persona siano
patetiche, ma non vede perchè
non scriverla pure lei. Quasi
maggiorenne, del tutto immatura. Si faceva di
Beauxbatons. Aspirante regista, attrice per modo di dire. Folletto estremamente fèscion. FataFallita. Ex
pallavolista, ora calciatrice, signori, e non sto scherzando.
Fotograficamente
deviata. Amante del
signor
Capirossi. praticamente
perfetta sotto ogni punto di vista, un po' come Mary Poppins.
un giorno sarò una mela. un giorno imparerò ad essere dolce.
Z. Trope
Ha ingoiato l'universo, una volta.
la versione 28
Dante, Parini, Petrarca, Foscolo. Potrebbe sembrare un
mescolone senza senso. Oh, ma non lo è.
Pellicole
Cogliere
un fiore non è una gran cosa. È facile ed irrevocabile.
V per
vendetta ,
Romeo + Juliet,
il favoloso mondo di amelie,
White Oleander,
21 grammi,
the Ring,
Frankenstein Junior,
Shrek II,
Milion Dollar Baby, una Serie di Sfortunati Eventi,
Nightmare Before Christmas,
Chocolat
Neverland,
la Sposa Cadavere
Ed Mani di Forbice,
Match Point, Arancia Meccanica, Quarto Potere, Shining,
Moulin Rouge!,
Ragazze Interrotte,
Kill Bill,
una Gaia Commedia Neonazista,
Volver, Black Dahlia, il diavolo veste
Prada,
Colazione da Tiffany.
note
If
I hear another song about angels, if I see another feather on the dumb-box,
I'm gonna go to Babylon and get me some wiskey. Now.
Regina
Spektor,
Joy Divison,
Jack off Jill,
Nirvana,
System of a Down,
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Modena City Ramblers,
Anouk,
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Elisa.
parole
L'anima degli esseri è racchiusa nel loro odore.
Profumo, Colazione da tiffany,
Candido,
Notre Dame de Paris,
Veronika Decide di Morire,
il Signore degli Anelli,
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Doppio Sogno, le Zie non sono Gentiluomini.
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FataFallita solo ed esclusivamente per il suo blog. Tocca qualcosa e ti capiterà qualcosa di moolto brutto.
giovedì, 09 ottobre 2008 ♥
commenti (2)
Scrivere adesso è un po' come decidere di riordinare quel cassetto.
Quello che è sempre lì, davanti ai miei occhi. Accanto al letto, vicino alla scrivania.
Ogni volta -ogni santissima volta- che i miei occhi si voltano verso quella parete, accarezzano sorridendo la manopola di betulla di quel cassetto.
So perfettamente cosa c'è dentro; oh, se lo so.
Tutto il suo contenuto, potrei elencarlo. Fa parte di me, della mia storia, è lì che ho buttato diari vecchi, è lì che sono cadute le fotografie dimenticate, è li che sono finiti i bliglietti del teatro.
Ogni settimana lo guardo.
Sorrido.
Penso che sì, dovrei aprirlo.
Aprirlo, ordinarlo, annusare per l'ultima volta l'aria che sa di polvere e di incenso, per poi richiuderlo.
Richiuderlo non per sempre; certamente verrà il giorno in cui tornerò ad aprirlo, a guardare il suo conenuto, a stupirmi per qualcosa che no, certamente mi ero scordata.
Ma deve essere riordinato; la mia mente deve sapere che nient'altro, ci entrerà. Nient'altro.
E oggi, oggi è quel giorno.
Il cassetto è stato aperto. Sono qui, sto scrivendo.
E sto scrivendo per chiudere, per salutare, per sorridere, non senza un po' di malinconia, questo è ovvio.
Forse inizerò un cassetto nuovo, un cassetto in cui metterò di nuovo le mie foto, di nuovo i biglietti di spettacoli e mostre, di nuovo.
Forse.
La cosa certa, è che la neve di plastica ha smesso di cadere.
O forse, più semplicemente, è la mia pelle, che non la sente scivolare su di sè.
Sono cambiata, sono cambiata tanto.
E non è uno di quei discorsi che si fanno.
E' passato tanto tempo, da quando questo blog è stato aperto. Ero un'altra persona; ero poco più che una bambina.
E' giusto che questo capitolo della mia vita venga chiuso, o quantomeno, venga messo un piccolo segnalibro, che sussurri che sì, la Stefania è un'altra. Che è cresciuta ed è adulta, che è totalmente estranea a quella piccola Stefania che trapela da queste pagine, ma che al tempo stesso, senza di lei, non sarebbe niente.
Perciò, arrivederci.
Ufficialmente, Neve di Plastica è chiuso, diventerà l'ennesima briciola della mia presenza del grande web, l'ennesima pagina con la mia firma, in qualche angolo.
Buonanotte, blog. E buonanotte alla parte di me che c'è rimasta incastrata in mezzo.
Scaricate, ascoltate, cercate la Pavane di Faurè. Perchè dev'essere la colonna sonora di questo post, la colonna sonora di questo blog, la colonna sonora della mia vita. Un po' malinconica, certo imprevedibile, a volte ripetitiva e così tanto tanto maestosa. Strano come i brividi possano uscire così in fretta da un semplice file.)
martedì, 01 luglio 2008 ♥
commenti (5)
L'agitazione prima dello spettacolo, i costumi addosso, il teatro vuoto.
Sedersi per terra, nel palco.
Respirare quell'odore che è misto di polvere e sudore e sogni, guardare i palchetti deserti e immaginare le facce di quelli che tra un'ora arriveranno.
Improvvisare un passo di danza, e tornare a sedere a terra, ora voltata verso la scenografia.
Il palazzo si staglia, grigio, vuoto, impenetrabile; una sola finestra restituisce il saluto che lancio con gli occhi. Dietro, le mura di Tebe, alte; e dietro il porto, e il mare, che brilla al tramonto.
Mi sdraio sul legno rovinato del palco, chiudo gli occhi.
Rimarrei qui per sempre, a respirare la polvere, e con quella i brillantini incastrati tra le schegge, unico residuo di uno spettacolo precedente.
Chiudo gli occhi, potrei dormire, potrei diventare tutt'uno con il teatro stesso.
Potrei...
"Mercurio! Quante volte te l'ho detto di non stare per terra con il costume?! Se si è rovinato ti uccido, poi qualcuno che sostituisca la tua parte tra mezz'ora non so dove lo trovo, ma io ti uccido!"
Salto in piedi e sorrido al regista, sgattaiolando del mio camerino.
Bentornato alla realtà, Mercurio. E' questo il teatro, cosa credevi?
mercoledì, 20 febbraio 2008 ♥
commenti (3)
« Credono che non succederà nulla perché hanno chiuso la porta! »
Dieta, esaurimento, tanto studio.
Tanto, tanto stress; scuola guida, dottori.
Però.
Ci sono pomeriggi passati a fare biscotti; c'è carnevale, c'è una persona che sta diventando importante; c'è il compleanno, ci sono albe splendide, queste mattine.
Forse tutto si bilancia, alla fine.
Anzi; forse i piatti della bilancia, per una volta, pendono dalla parte giusta.
mercoledì, 16 gennaio 2008 ♥
commenti (2)
Quant'è vero.
Da quando sto bene con me stessa, tutto ha cominciato ad andare per il verso giusto.
Niente pietre sopra niente, niente "papi morti", nonostante l'ultimo post e nonostante quello che avessi pensato.
E forse questa è la volta buona, davvero.
Sarebbe ora.
Sapevo che il duemilaotto sarebbe stato un buon anno. Lo si sentiva nel pronunciare il dittongo.
Ao. Sa di brillantini e uva. duemilaotto!
(Quando sarà tutto più chiaro, ogni dubbio sarà rivelato. Basti sapere, per ora, che sono felice. Confusa, ma felice.)
venerdì, 28 dicembre 2007 ♥
commenti (6)
Anno nuovo, blog riaperto, con tanto di template nuovo.
Anno nuovo non tecnicamente, ancora. Ma non vedo cosa potrebbe succedere di tanto drastico in questi ultimi, strascicati giorni del 2007.
Anno nuovo, vorrei fosse solo un po' più ordinato di quello che tra poco più di 72 ore finirà.
Niente intimo rosso a Capodanno, quest'anno, non ha mai portato bene, e questa volta si cambia.
Serata tranquilla, un'alcool-set che verrà gestito più o meno bene dalla sottoscritta, come al solito.
Da quanto tempo non scrivo, mi sembra così strano tornare qui, come aprire un cassetto dimenticato.
Se tornerò a scrivere, non so.
Manca il tempo, manca la voglia (quando mai c'è stata!), manca la capacità di raccontare di me.
Mancano tante cose, in effetti.
Quante cose dall'8 ottobre!
E quante cose sono successe prima, e delle quali non ho mai raccontato!
Sono così cambiata.
Non esteriormente, intendo.
Almeno, non solo; ora ho i finalmente raggiunto un accordo silenzioso con i miei capelli, che hanno deciso in via definitiva di essere ricci, e ho coltivato uno stile tutto mio che mi piace abbastanza (e che probabilmente non piacerebbe a metà dei miei 'lettori' -vi conosco tuttE, care alternative mie!).
No, ma i cambiamenti più grandi li ho fatti dentro, com'è giusto che sia.
Ho come deciso (in bene, in male, non so) di 'omologarmi' a chi mi stava intorno, ai miei amici e compagni di classe; alla gente che vedo ogni giorno, in definitiva.
Oh sì, sono decisamente più fighetta, e questo lo dico col cuore che piange.
Ma questo non vuol dire che io sia così diversa da prima, sono solo più serena, se posso dirlo.
Mi sento più a mio agio con me, con chi mi sta intorno; posso esprimermi meglio.
E' una cosa strana da spiegare, e gran parte di voi forse non mi capisce neppure. E' solo che ho maturato la convinzione che essere la pecora nera in mezzo al gregge di pecore bianche è solo un altro modo per omologarsi, solo più incantato, innocente, quasi illuso.
Tante cose sono successe anche fuori di me, questo è ovvio.
Tanti litigi, come al solito; ho perso forse definitivamente delle persone per ragazzi con il QI di un carrello della spesa.
Tante persone riscoperte, persone che mi ero figurata completamente diverse e si sono rivelate delle gemme grezze.
Poche cotte nuove, ma questa mia 'fedeltà' al solito, vecchio ideale ha avuto degli sviluppi.
Messa da parte la timidezza e tutto il resto, ho tirato fuori le palle (eh sì, è Natale per tutti) e gli ho parlato. Con esiti abbastanza disastrosi, ma ciò che non uccide fortifica, dice il caro Tiziano Ferro (argh!).
L'unica cosa che rimpiango (questa è colpa mia) è la mia assoluta incapacità di mettere una pietra sopra a tutta questa storia, a dire "bene, morto un papa, pronto un altro"; in questo senso, spero che il 2008 mi porti fortuna.
Sempre se di 'fortuna' si può parlare.
Buon anno nuovo a tutti quanti, che possa essere migliore di quelli passati. In tutti i sensi.
edit: ho appena scoperto che
carnevale quest'anno inizia il 20 gennaio. Chiunque voglia venire a saltellare e bevacchiare un po' con me, è assolutamente invitato. Già mi sto attivando per trovare dei biglietti gratis! (Magari fatevi vivi su msn, così vi spiego un po' meglio...Signori, siamo il terzo carnevale d'Italia, mica pippe!)
lunedì, 08 ottobre 2007 ♥
commenti (1)
È ora che le lingue morte siano anche mute.
Natalie Barney
domenica, 30 settembre 2007 ♥
commenti (5)
Ma sì, scriviamolo questo post.
Non che ne abbia voglia, sia chiaro, ma il blog mi fa un po' pena così solo soletto.
Ebbene, è iniziata la scuola, come se qualcuno non se ne fosse accorto.
E con lei, la soolita vecchia rutìn, compiti, allenamenti vari, lezioni di musica, compiti e compiti.
Non che mi lamenti (ma quando mai?), ma quest'anno sembra davvero che tutti i prof siano completamente schizzati, -sarà la menopausa (oh sì, anche gli uomini): lezioni infinitamente noiose, risposte acide del tipo "prof può rispiegare questo punto?" "No." e via discorrendo...O forse sono io che sono diventata ancora più intollerabile (allergia da scuola...). L'amatissimo prof di greco del biennio è tornato, il che significa due ore di studio ogni giorno in più, compiti a sorpresa e (questa è la parte più divertente) lettura in metrica della letteratura (chi glielo dice a quello che io, in Greco, non so neanche leggere normalmente?).
Ovviamente inizio della scuola significa inizio della propaganda, dato che la vostra Ste (si fa per dire) è terrificantemente inserita nella simil-politica scolastica; quest'anno volevo puntare alla dittatura (rappresentante di classe, di istituto, di consulta e anche presidenza, se c'era tempo), poi ho limitato i miei istinti di dominio del mondo candidandomi solo come rappresentante d'Istituto ("Lista W i n o t; perchè non ubriacarsi di saggezza?")...Sto lavorando ad un bellissimo sito verdino, vi metterò il link appena lo finisco...oh come sono orgogliosa della mia arte!
I primini in corriera sono sempre più piccoli e rumorosi, credo li costruiscano in serie. E non vigendo un particolare nonnismo (maledetti noi vecchi!), ieri hanno avuto la bella idea di sedersi in fondo...non c'è più religione. Al che io mi sono seduta subito avanti, stendendo le gambe sui due sedili dall'altra parte del corridoio...così non sono riusciti a scendere, ahah. Voglio dire, già il fatto che ti permetto di respirare senza farti fare giochini stronzi o farti cantare canzoncine equivoche come in qualsiasi autobus che ti rispetti, osi addirittura sederti in fondo e cantarmi in un orecchio "io non posso far sèèèènza la mia dose di adrenalinahhhh"? Fosse un'altra canzone forse mi sarebbe andato bene (mmh, ne dubito)...ma proprio i Finley? Quella è una canzone che, detto tra noi, continene un messaggio subliminale neanche tanto nascosto...I Finley stanno cercando di creare una generazione di quattordicenni dorgati...un po' come pollon (Presente la polverina magica? "Sembra talco ma non è, serve a darti l'allegria"...sese, korokoropollon...)
A calcio tutto procede per il meglio, martedì ho giocato la mia prima partita da attaccante e mi sono divertita come una bambina dell'asilo...come sono matura!
Anche qui, vi posterò le foto della divisa nuova (che sarà così cariiiiina *-*), appena avrò voglia, tempo e la divisa.
Che altro...ah già, ho adottato un criceto che era destinato a fungere da nutrimento per un serpente domestico (!), non che mio padre fosse molto daccordo, ma ora il Signor Topo è installato nella mia camera, e vive una vita particolarmente piatta ma piena di semi di girasole. Ormai è più largo che lungo, speriamo solo non rimanga incastrato nel tubo!
Oltre a drogarmi -come al solito- di musica più o meno varia (metal, rock, qualcosa di punk, moolto vecchiume e, aimè, anche dell'house) l'inizio dell'autunno mi ha reso una lettrice incallita. Oltre a opere di peso mondiale come "Jean-Jacques Dormì, Jean-Jacques Russò" di Cassini (che non è un granchè, ma ci sono trovate fenomenali, come un capitolo dedicato alla Divina Commendia, uno all'Odissea e uno ai Promessi Sposi) e qualche libraccio di serie Z, ho trovato due dei libri che ora sono annoverati tra i miei preferiti:
Profumo, di Süskind, che ho letto dopo aver visto il film (omonimo) su Sky qualche sera fa. E' davvero...bello, lo so che sono banale. Süskind riesce a tessere una storia e un personaggio completamente fuori dall'ordinario, e il suo stile ti stordisce talmente tanto da rendere accettabile e quasi normale la follia del protagonista, che appare in ogni momento distaccato, razionale e matematico.
E ovviamente, Colazione da Tiffany di Capote, che volevo leggere fin da quando ho visto il film (che mi ha fatto conoscere Audrey Hepburn in un'interpretazione davvero divina, rendendo in ogni gesto la personalità eccentrica di Holly). Diverso in qualche particolare dal film (in cui, per esempio, non si fa cenno alla spiccata bisessualità di Holly, che non si sarebbe adattata alla Hepburn)e soprattutto nel finale (molto meno sdolcinato e scontanto del film). Ogni pagina del libro è pervasa (uh, paroloni!) da un'atmosfera a tratti malinconici a tratti cinica, e la protagonista, così persa tra le nuvole, così fuori dall'ordinario, è così dolce e eccentrica che fa venire voglia di essere lei, nonostante non riesca (e, forse, non riuscirà mai) a realizzare i suoi sogni. Da leggere entrambi!
lunedì, 17 settembre 2007 ♥
commenti (4)
Perchè lei andrà al concerto di Ligabue, punto e stop. Non me ne frega di come arrivare, quanto spendere, dove dormire. Ho già in mente di vendere l'anima in cambio del biglietto nel primo cerchio.
Mazza che vuoto in questa landa desolata. Coraggio Ste, ti toccherà scrivere un post decente almeno per raccontare che il tuo migliore amico (signori, è ironico!) nonchè professore di greco del biennio è tornato, evviva. Che inutile nullafacente che sei, sai solo dormire e leggere e giocare a quel barbaro sport che è il calcio, bestemmiando e urlando come un'ossessa. Vergogna. Dovresti almeno raccontare di qualche libro che hai letto e film che hai visto, per quel che ne so ne hai letti e visti tanti. Potresti anche postare qualche foto.
Potrei, cara voce della mia coscenza, potrei.
Ma proprio oggi...ecco, non è che ne abbia proprio voglia. Facciamo domani, ok coscienza?
Sì, come no. (la coscenza torna a dormicchiare in un angolo).
martedì, 04 settembre 2007 ♥
commenti (1)
Si ricomincia
finalmente.
A correre, a sudare, a prendersi a calci, a inseguire un pallone senza uno scopo.
...è proprio per questo che ci piace, no?
giovedì, 30 agosto 2007 ♥
commenti (6)
Perchè l'Irlanda è la pioggia che ti cade sugli occhi.
L'Irlanda è una bambina seduta su un carretto che vende le fragole.
L'Irlanda è un gabbiano grigio sulla scogliera.
E' una foglia bagnata dalla rugiada, l'Irlanda è una pecora con una corona in testa.
L'Irlanda sa di mare e di fango, l'Irlanda è Galway quando il sole tramonta sulla baia e Howth quando le navi dei pescatori sono circondate dalle foche.
L'Irlanda è Dublino la domenica mattina, quando Temple Bar puzza di alcool e urina e sale, e per strada senti il silenzio che ti passeggia a fianco. L'Irlanda è una strofa di Molly Malone cantata da un vecchio col violino seduto ai piedi della ragazza di bronzo.
L'Irlanda è uno spillo infinito che ferisce il cielo, è un folletto che trascina una pentola scarlatta.
L'Irlanda è il Burren quando è in fiore e il Connemara quando il mare porta sulla spiaggia frammenti di corallo.
L'Irlanda è un flauto d'ottone e una persiana che sbatte, un campo incoltivabile e un fiore che cresce sul ciglio della strada.
L'Irlanda è una messa in latino e un pub dalla porta rossa nel quale chiunque può entrare per ascoltare una favola. E' una lumaca tra i trifogli e una lettrice della mano che viaggia sul suo camper. Un cesto di conchiglie e un mulino a vento.
Porti, rovine ed edera.
Cigni e pellegrini.
E, ancora una volta, me ne sono innamorata.
